BREVIARIO UMANO

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#30 Breviario incompleto del gesto amoroso

Manifestazioni sparse dell’Amore che per prudenza e scaramanzia si fa chiamare ancora affetto, dimenticandosi che le regole del tempo poco hanno a che spartire con il cuore e le sue faccende:

  • Nascondersi in un collo arricciandoci le labbra contro e mordicchiandone la pelle. Cercare di succhiare il sangue dalle vene come un vampiro vittima d’amore, vittima d’una maledizione luminosa scagliata dalla Luna quando s’annoiava
  • Un bacio un po’ più lungo (in un tempo che si misura con lo stomaco) sullo zigomo, traduzione corporale d’un pensiero chiaro: non ti preoccupare perché io sono qui con te
  • Fare un grosso 8 con i corpi in equilibrio su un divano a L
  • Chiedersi se si senta freddo oppure no e già tendere le mani per acciuffare la coperta
  • Riempire il bicchiere d’acqua non appena scende sotto la metà
  • Carezze e lenzuola, stropicciate
  • Chiedersi quali autori inglesi possano riassumere il giorno che si sta vivendo
  • Accumulare gomitoli di voglie e a filo a filo sbrogliare la matassa
  • Occhi che si fanno lana e piuma quando i nasi si toccano le punte
  • Le lingue diventate ponte liquido e la saliva che ci scorre sopra
  • Tutte le minuzie che i poeti e le parole e le congetture non potrebbero riassumere, perché l’Amore è ballo in maschera, bellezza a fiotti riflessa negli specchi, illogico per esistenza stessa, completamente alieno ai riassunti e alle sinossi

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