Dire che il tempo cura tutto è un’esagerazione, illusione che per sé stesso porterà il coraggio e l’energia. È necessaria la predisposizione all’adattamento. Il tempo scorre e basta e se ne infischia se hai deciso d’aspettarlo in cerca del miracolo.
Cominciare con l’addestramento, dalle cose piccole, dalla polvere, da quel che resta dopo quella brutta scottatura. Riconoscersi neonati e mettersi a gattoni per reimparare a camminare. Non è lo scorrere dei giorni che ti rimette in piedi ma è l’istinto che ti vuol far correre, anche se presto o tardi sai che si cadrà di nuovo.
Piegare il tempo e plasmarlo in una forma ben precisa. Dare una scadenza chiara alla sofferenza, darsi coordinate per sentire la paura e lo smarrimento; se non basta, sopperire mettendoci l’immaginazione. Reinventarsi, prender slancio. Darsi nuove fondamenta a prescindere da come vanno le lancette perché coi girotondi d’orologio e basta non si costruisce niente.
Allenarsi al mutamento e abbracciare i timori e i dubbi.
Il tempo dalla finestra guarda e sorride con approvazione. È così che deve essere.