L’agone dell’Amore

Chiamare l’amore in un vasto campo e lottarci contro. Venire in mezzo alla battaglia e lasciarsi battere. Senza scudi e senza spade. Indossare un paio di guanti in seta bianca per non ferire il sentimento.

Tenere fuori, oltre la collina alle tue spalle, le truppe del normale. Le precauzioni scritte sopra uno stendardo rosso che s’arriccia e ricompone sotto il vento. Ignorare quel rumore. Concentrarsi sul silenzio.

Levare la flebile armatura che appesantisce e schiaccia e ritrovarsi senza nulla addosso di fronte a due pupille a spillo. L’Amore sa dove colpire; lasciaglielo fare.

L’Amore ha le frecce giuste per intaccare i punti più nascosti. L’Amore che con passi delicati apre i chiavistelli arrugginiti e soffia via la polvere.

Allargare cosce e braccia e farsi vulnerabile. Esposizione all’abbandono, posseduto da una pelle che non è la tua. Ti son concesse solo le carezze. Accenna un sorriso che ti fa tirare indietro il collo.

L’Amore va all’attacco, senti che fortuna. Il sangue piove sulla terra secca e viene fuori una margherita.

L’Amore vuole tutto: lasciati soccombere.

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